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Scheda tecnica:
Rosso Rubino

Marmi e Pietre della Versilia
Scheda tecnica realizzata con il contributo del geologo Sergio Mancini

LE CARATTERISTICHE FISICO-MECCANICHE DEL ROSSO RUBINO.
Le caratteristiche tecniche del Rosso Rubino sono state in passate dettagliate da schede in normativa UNI 1939 sulle pubblicazioni dei marmi italiani della ICE (1982). I dati sulla resistenza alla compressione presentavano valori tra 1004 kg/cmq in condizioni ambiente e 945 kg/cmq dopo cicli di gelività, attestandosi su materiali tipo “calcescisto” con maggiore presenza di calcari metamorfici rossastri e con venature verdastre più scistose.  
Tali dati ne consigliano l’utilizzo prevalente in interni o in esterni dopo resinatura di lastre allo scopo di prevenire perdita di colorazione nel tempo per azione degli agenti atmosferici.  Altri dati sono una resistenza a flessione di 156 kg/cmq e un assorbimento d’acqua del  0,2%, dimostrativi di una notevole tenacia del materiale a sollecitazioni e durevolezza. Dati tecnici più recenti e risalenti al periodo delle realizzazioni internazionali soprattutto negli Stati Uniti , negli anni ’90 del secolo scorso , sono disponibili nella normativa ASTM, rilevando una conferma dell’assorbimento d’acqua in peso dello 0,21% , una resistenza a compressione di 76 MPa a norma C170 e una resistenza a flessione di 9.8 MPa , confermando dati relativi ad una soddisfacente compattezza del materiale con prescrizioni del periodo verso un utilizzo per interni.


DOLOMIE POLICROME E BRECCIATE
BRECCIA MEDICEA ACQUA SANTA, BRECCIA ARLECCHINA.
Al passaggio tra la formazione di Vinca  con il Rosso Rubino e le dolomie dei Grezzoni è localmente presente uno strato di brecce con spessore e continuità laterale molto variabile, con elementi di colore bianco avorio associati a clasti rosa tenue o violacei e livelli di calcescisti con colorazioni verdastre e o marroni molto compatte, che nell’ affioramento principale hanno uno spessore massimo di circa 2-3 metri.
Non sono note ad oggi realizzazioni conosciute del periodo precedente la seconda guerra mondiale e del dopoguerra con questi materiali policromi; data la somiglianza con le brecce di Seravezza , se ne presume un notevole commercio avvenuto in passato per questi materiali colorati assieme alle vicine Cave del Fornetto in cui furono svolte fino agli anni ’50 del secolo scorso estese lavorazioni in galleria. 

PROVENIENZA E CENNI STORICI
IL ROSSO RUBINO E LE DOLOMIE POLICROME DELLE CAVE DELLA RISVOLTA DI PONTESTAZZEMESE (LU).
Le piccole cave del “Rosso Rubino” e della “Breccia Arlecchina e Breccia Medicea dell’Acqua Santa” sono situate nell’area centrale del comune di Stazzema, in Alta Versilia (Lucca) nei pressi del capoluogo comunale di Ponte Stazzemese.
Conosciute già nel XIX secolo come siti di estrazione della “Breccia del Fornetto” (Jervis 1889)  le cave hanno assunto maggiore importanza a partire dagli anni ’30 del XX secolo, con l’apertura di nuovi punti di escavazioni da parte del cavaliere Andrea Ballerini di Pietrasanta, conosciuto imprenditore e podesTà cittadino.
Nel campo dell’economia di questo territorio l’attività di queste cave di marmi colorati è stata caratterizzata da produzioni molto limitate ma di notevole pregio, che in gran parte sono state inquadrate nel commercio dei “mischi” e delle Brecce di Seravezza, conosciute fin dall’epoca medicea in quest’area.
Dal punto di vista ornamentale si distinguono due varietà principali: i Calcari Rosso Rubino, che avendo una maggiore continuità e spessore sono stati utilizzati come marmo colorato per pavimentazioni e rivestimenti in realizzazioni internazionali; e le Brecce policrome, conosciute come Breccia Arlecchina, Breccia Gialla Acquasanta che venivano utilizzate prevalentemente per intarsi e/o per elementi decorativi come balaustre, piccole colonne e piccole sculture.
In questo studio vengono analizzate le varie pietre ornamentali di buon pregio di questi giacimenti, che a partire da calcescisti e calcari “Rosso Rubino” proseguono in successione verso livelli calcarei-dolomitici, fino a dolomie colorate , di varia ornamentazione e tonalità, che stanno ottenendo ottimi riscontri nel campo del design, arredamento e decorazioni di qualità elevata.
APPLICAZIONI
DEUTSCHE BANK DI FRANCOFORTE, REGGIA DI AGADIR IN MAROCCO.
Il “ Rosso Rubino” è una pietra correlata all’unico giacimento sfruttabile a livello ornamentale della “Formazione di Vinca” delle Alpi Apuane,  situato nella località de La Risvolta e del Fornetto presso Ponte Stazzemese; pur considerato come marmo nelle catalogazioni merceologiche (Pieri, 1961,1964; ICE, 1982; Marmora, 2004) è oggi classificata dai geologi come una formazione stratigraficamente più antica, all’interno del “Verrucano” triassico della Serie Toscana metamorfica.  Dagli inizi del ‘900 il materiale venne scoperto e utilizzato per alcune realizzazioni religiose locali quali la Chiesa di S.Antonio a Viareggio,  dove il Rosso Rubino è presente con una estesa pavimentazione interna e arredi sacri assieme al “Cipollino Classico” , in una inusuale colorazione verde e rossa.
All’estero il materiale fu utilizzato per decorazione e rivestimenti interni della Bell Atlantic Tower di Philadelphia (USA) e per arredi e rivestimenti nella reggia di Agadir in Marocco, infine per gli arredi dell’Ambasciata della Nigeria a Parigi oltre al Palazzo della Deutsche Bank di Francoforte.  In Italia le principali realizzazioni conosciute sono rivestimenti e arredi della Palazzina Reale della Stazione Ostiense di Roma realizzata dall’arch. Narducci nel 1938; rivestimenti e soglie del Palazzo ex Flotta Lauro a Genova, oltre a pavimentazioni e decorazioni interne del Palazzo Reale di Napoli.

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